[[http://www.informarexresistere.fr/2012/02/22/homo-sapiens-il-fallimento-di-una-specie]] Esistono diversi tipi di atteggiamenti antiumanisti: ci sono quelli che mettono il denaro, un dio, una "nazione" al di sopra del'uomo e quelli che negano l'uomo in un'altro modo "disprezzandolo" e riducendolo ad "animale sociale", o macchina biologica, risultato meccanico di leggi naturali. Il primo atteggiamento trova espressione e viene usato come strumento e giustificazione da parte delle oligarchie che occupano i governi del mondo. Ma questo lo conosciamo bene... L'altro atteggiamento è altrettanto distruttivo perché facendo leva sulla credenza diffusa che "il pessimismo e la critica sono ragione" (a priori! - cioè basta dire qualsiasi cosa possa __apparire__ "contro" lo "stabilito" perché questa __debba__ essere ritenuta verità) in questo momento di crisi generalizzata, compila elenchi di tragedie e contraddizioni (sicuramente esistenti, ma solo quelle, solo gli aspetti negativi), utilizzandole per dipingere l'uomo, nel migliore dei casi, come un animale che ha "osato" andare oltre il suo "recinto naturale", al quale andrebbe ricondotto, distruggendo e frustrando le sue capacità, o addirittura come un virus o un tumore che minaccia "Gaia" o la "Madre Terra" e che "merita" di sparire. Quindi i primi cosificano gli uomini e se stessi per il potere. Mentre i secondi, gli eco-fascisti come Rutilio Sermonti, e parte degli "alternativi", si sentono //esclusi// dal potere e quindi in preda a un gigantesco complesso di inferiorità che proiettano sulla specie umana (se non ho il potere deve essere perché non valgo nulla e se non valgo nulla deve essere perché tutti gli uomini non valgono nulla, non solo io... sarebbe una sofferenza intollerabile...). Questi vorrebbero distruggere tutto ciò che è scienza e negano il progresso perché opposto alla loro visione crepuscolare e repressa, e giustificano questa inclinazione come una forma di opposizione al potere. I sostanza né gli uni né gli altri hanno interesse nella liberazione dell'Uomo che è in primo luogo liberazione dalle condizioni "oggettive" e lotta contro il dolore e la sofferenza. Ci dobbiamo liberare da queste profonde credenze e constatare che in ogni momento del nostro cammino ci troviamo aperte davanti due strade, quella del SI che porta alla costruzione e alla generazione, valorizzando tutto ciò che di buono abbiamo realizzato e quella del NO che porta alla progressiva degenerazione e che vede limiti dappertutto.